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Le disavventure della torcia olimpica sull’Everest


Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La presenza di media stranieri sull’Everest per seguire il percorso della torcia olimpica sarà ridotta,  ufficialmente “a causa del maltempo”, ma molti pensano sia per timore di manifestazioni a favore del Tibet.

Ieri il portavoce del Bocog (Beijing Olympic organising committee) ha annunciato che i giornalisti che dovevano partire il 22 aprile per seguire l’evento sulla montagna più alta del mondo, dovranno ritardare  la partenza per almeno altri 4 giorni.

Anche la cerimonia di saluto per il cammino della torcia sul tetto del mondo, che doveva avvenire in un campo base a 5.500 metri, è stata cancellata. Il programma che rimane quello del puro cammino della torcia. E infine, i giornalisti che seguiranno l’evento potranno rimanere in Tibet solo per 13-14 giorni in tutto.

I cambiamenti del piano, stilato 3 mesi fa sono dovuti ufficialmente alle cattive condizioni meteo sulla montagna. Ma secondo i reporters accreditati, il cambiamento di programma mostra la difficoltà della Cina a portare occhi indiscreti nella regione tibetana, isolata da oltre un mese, dopo le rivolte dei monaci a Lhasa e nelle regioni vicine.

“Tutto ciò non ha niente a che fare con la situazione in Tibet” ha detto Wang Hui, il portavoce del Bocog.”È solo perché vi è un tempo incerto. Il monte Qomolangma [il nome cinese dell’Everest] non è un posto dove possa andare molta gente”.

Prima delle rivolte di marzo, l’ascesa della torcia sul monte Everest era pubblicizzata come il vertice della spettacolarità e del fascino di queste Olimpiadi.

Per il viaggio sull’Everest la Cina ha preparato una torcia speciale, diversa da quelle usate finora, per renderla capace di resistere nell’atmosfera di alta montagna, con possibili forti venti.

Secondo i reporters il nuovo piano non permette loro di acclimatarsi nel tempo dovuto alle temperature e all’altitudine. I responsabili del Bocog non hanno risposto a queste preoccupazioni.


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PECHINO 2008/ AMNESTY: BARROSO IN CINA SOLLEVI TEMA DIRITTI UMANI

Roma, 23 apr. (Apcom) - Per Amnesty International la visita in Cina del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e di altri nove commissari, è probabilmente l´ultima occasione a disposizione dell´Unione europea (Ue), prima delle Olimpiadi, per sollevare il tema dei diritti umani in Cina. Il successo della missione europea dipenderà, dunque, dai concreti miglioramenti che riuscirà a ottenere in questo campo.

La Commissione, secondo Amnesty International, deve dimostrare di voler davvero cogliere tutte le opportunità per porre la questione dei diritti umani nei suoi rapporti coi paesi terzi. "Questa visita ad alto livello, a cento giorni dall´inizio delle Olimpiadi, è un´opportunità cruciale per spingere il governo cinese a cambiare tattica. Per quanto riguarda l´Ue, è veramente in gioco la serietà del suo impegno in favore dei diritti umani", ha dichiarato l´organizzazione per i diritti umani in un comunicato.

L´esito della missione del presidente Barroso dovrebbe preludere a un franco e significativo confronto nel Dialogo sui diritti umani Ue-Cina che si svolgerà tra tre settimane. Nelle oltre 15 occasioni precedenti, è stato mancato l´obiettivo di allineare le politiche e le prassi della Cina in materia di diritti umani al diritto internazionale. Il governo di Pechino, inoltre, non ha mantenuto la promessa di migliorare la situazione dei diritti umani in vista delle Olimpiadi. L´ultimo rapporto di Amnesty International documenta come la recente repressione contro gli attivisti per i diritti umani sia aumentata proprio a causa delle Olimpiadi. La situazione in Tibet è la riprova dell´atteggiamento sbagliato della Cina in materia di diritti umani.

Il presidente Barroso ha detto che solleverà il tema dei diritti umani negli incontri con le autorità cinesi. Perché questa visita ad alto livello abbia un impatto significativo,Barroso dovrà ottenere dal governo cinese l´impegno a prendere una serie di misure immediate in quattro settori prioritari: libertà di movimento e d´informazione ai giornalisti stranieri e locali, durante e dopo le Olimpiadi; fine della repressione nei confronti degli attivisti che denunciano violazioni dei diritti umani nel contesto della preparazione dei Giochi olimpici; stop alla "rieducazione attraverso il lavoro" e ad altre forme di detenzione senza processo; maggiore trasparenza nell´applicazione della pena di morte.

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Bra - Consiglio comunale di Bra: due mozioni sul Tibet

“Il Consiglio comunale della Città di Bra chiede al Governo e al Parlamento della Repubblica [...] di valutare attentamente la possibilità di non partecipare alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici, nel caso in cui le autorità cinesi rifiutassero ogni forma di dialogo con il legittimo Governo tibetano in esilio, prima dell'apertura dei Giochi”. Così si è pronunciato all'unanimità, ieri martedì 22 aprile 2008, il Consiglio comunale della città della Zizzola, approvando una mozione e un ordine del giorno con a tema la repressione delle proteste della comunità tibetana nei confronti del Governo cinese.

“Si tratta di un massacro e di violenze che si consumano da cinquant'anni. E' compito della politica prendere posizione, dando un segnale a chi vive in condizione di oppressione” - ha detto il capogruppo di Forza Italia-Popolo della libertà, Adriano Maccagno, mentre il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Fogliato, ha messo in evidenza come “significativa sia stata la scelta della protesta non violenta da parte del Dalai Lama e l'invito a non boicottare i giochi olimpici, anche perché le Olimpiadi sono un'opportunità per porre all'attenzione del mondo il rispetto dei diritti politici e civili del paese ospitante”.

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TIBET:NIENTE EVEREST PER ALPINISTA USA CON STRISCIONE PROTESTA

(AGI/EFE/AFP) - Kathmandu, 23 apr. - Un alpinista americano che intedeva scalare l’Everest e’ stato bloccato e rispedito a Kathmandu, dopo che a un controllo effettuato dalla polizia nepalese al campo-base gli era stato scoperto nello zaino uno striscione con sopra scritto ‘Tibet Libero’, che intendeva probabilmente affiggere in un luogo molto visibile. Lo hanno riferito fonti governative e militari locali, che hanno preteso l’anonimato. L’identita’ del malcapitato non e’ stata resa nota, ma l’anonimo esponente dell’Esercito ha affermato che appariva “mentalmente perturbato”. Stando ad alcuni gionali potrebbe invece trattarsi di un membro di una spedizione patrocinata dall’Onu, che dovrebbe recarsi sulla vetta piu’ alta del mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica sui mutamenti climatici in atto a causa del surriscaldamento globale. L’alpinista e’ incappato nelle severissime misure introdotte in Nepal per evitare proteste anti-cinesi nell’imminenza dell’arrivo della torcia olimpica, che a meta’ maggio funzionari di Pechino cercheranno di issare agli 8.848 metri di altitudine della cima dell’Everest; fino al completamento del tentativo, l’accesso al massiccio montuoso e le comunicazioni nella zona circostante rimarranno assoggettati a pesanti limitazioni, e le forze dell’ordine sono autorizzate all’uso delle armi contro eventuali contestatori. Il governo di Kathmandu e’ stato accusato dagli attivisti per i diritti umani di connivenza con il regime cinese, responsabiole di una brutale repressione nei confronti dei manifestanti tibetani. (AGI)

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Pechino 2008: fiaccola in Australia, arresti e sicurezza

SYDNEY - La fiamma olimpica è giunta stamani in Australia, accolta da un numero ristretto di funzionari australiani e cinesi, e da una cerimonia di benvenuto degli aborigeni, alla vigilia della staffetta che domani si correrà per le strade della capitale Canberra, dove si prevede convergeranno fino a 10 mila fra manifestanti pro Tibet e pro Cina. La lanterna con il fuoco olimpico è giunta su un Airbus di China Airlines proveniente da Giakarta, atterrato in una base dell'aeronautica militare, ed è stata ricevuta da un anziano aborigeno, Agnes Shea, che ha presentato all'ambasciatore cinese una tradizionale stecca-messaggio di benvenuto. "Accogliamo la fiaccola olimpica in Australia nello spirito di pace in nome del nostro popolo, la cui storia in questo luogo risale all'alba dei tempi", ha detto. "Siamo un popolo che è stato represso, ma chiediamo ai manifestanti di protestare pacificamente, senza violenza", ha aggiunto.

Nessuna possibilità di avvicinarsi per i manifestanti pro Tibet e Canberra è rimasta tranquilla, ma due persone sono state arrestate a Sydney, sul grande ponte di ferro che attraversa la baia, mentre tentavano di dispiegare uno striscione e una bandiera tibetana. Durante la notte, era stata usata una proiezione con raggi laser su uno due piloni del ponte con le frasi 'Non infiammate il Tibet' e 'Un sogno: la pace in Tibet'. Sempre a Sydney, altre 4 persone sono state arrestate in serata nel quartiere notturno di Kings Cross, dopo aver dispiegato uno striscione su una grande insegna luminosa della Coca Cola, con le parole. 'Cina, parla con il Dalai Lama'. Continua intanto la confusione sul ruolo delle guardie paramilitari cinesi, che secondo il premier australiano Kevin Rudd non dovevano avere alcun incarico di sicurezza e restare relegati in pullman, mentre secondo gli organizzatori scenderanno per riaccendere la fiamma ogni 250 metri del percorso ma senza funzioni di sicurezza, e secondo la polizia, in tre alla volta, accompagneranno la fiaccola sul terreno. Ieri sera l'ambasciatore cinese a Canberra Zhang Junsay aveva soffiato sul fuoco delle polemiche, dichiarando in Tv che le guardie "useranno i loro corpi" per difendere la fiaccola, circondandola, se sarà minacciata dai manifestanti.

Oggi il presidente del Comitato olimpico australiano John Coates ha detto di aver parlato con l'ambasciatore e ha assicurato che i sei "assistenti tecnici" non avranno funzioni di controllo della folla, ma saranno coinvolti solo nel passaggio della fiaccola fra tedofori, con il compito di mantenerla accesa. La staffetta, affidata a 80 tedofori lungo un percorso di 16 km affiancato da barriere metalliche, inizierà alle 8.30 (mezzanotte e mezza in Italia) e l'ultimo tedoforo, il nuotatore Ian Thorpe cinque volte medaglia d'oro olimpica, la concluderà a mezzogiorno (le 04:00 in Italia). Gli organizzatori hanno rinunciato a far passare la fiaccola davanti all'ambasciata cinese, vicino al parlamento federale, e hanno avvertito che il percorso potrà essere cambiato all'ultimo momento se la sicurezza non potrà essere garantita. Più della metà dei 1000 poliziotti della capitale saranno mobilitati per evitare gli incidenti che hanno accompagnato la staffetta in Europa e negli Usa. Si prevede che i manifestanti pro Cina, per lo più studenti in arrivo in pullman da tutta Australia, supereranno nella proporzione di quattro ad uno quelli pro Tibet, Un gruppo di questi ultimi, in sciopero della fame, è nel pieno di una marcia a piedi di 70 km fino a Canberra. Entrambi i gruppi hanno promesso di mantenere pacifiche le dimostrazioni.

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La torcia olimpica arriva in Australia, si annunciano proteste

Canberra, 23 apr. (Adnkronos/Ign) - La torcia olimpica di Pechino 2008 è sbarcata in Australia ed è stata accolta nella base della Royal Air Force di Canberra dai leader politici locali. La fiaccola sfilerà domani per le strade della capitale e percorrerà circa 16 km. Il percorso verrà sorvegliato da un imponente apparato di sicurezza. Per allestire l'evento, la città ha investito circa 2 milioni di dollari australiani. A Canberra è annunciata la presenza di numerosi attivisti pro-Tibet. ''La sicurezza della torcia verrà garantita esclusivamente da agenti di sicurezza australiani'', ha detto il premier Kevin Rudd. ''I membri del Comitato olimpico di Pechino 2008 -ha aggiunto- saranno solo presenti fisicamente alla cerimonia dell'accensione della torcia''. L'ambasciatore cinese in Australia, Zhang Junsai, all'emittente televisiva Channel Nine ha però dichiarato che il ruolo dei funzionari cinesi ''è garantire che la torcia non deragli. Se la fiaccola viene attaccata, credo che useranno il loro corpo''.

Intanto, a 8000 km dalla metropoli australiana, le autorità nepalesi hanno proibito ad uno scalatore americano di raggiungere la cima dell'Everest dopo averlo trovato in possesso di una bandiera con la scritta "free Tibet", riferisce un quotidiano locale. Si tratta della prima azione delle autorità di Kathmandu da quando sono state annunciate misure di sicurezza per impedire manifestazioni filo tibetane sulla vetta più alta del mondo in vista del passaggio della fiaccola olimpica dei Giochi di Pechino.

Allo scalatore, di cui non è stato diffuso il nome, è stato chiesto di tornare a Kathmandu dopo che il personale di sicurezza nepalese ha scoperto la bandiera nei suoi bagagli, durante un controllo al suo campo base, scrive il quotidiano locale Kantipur. L'americano faceva parte della Eco-Everest Expedition 2008, che ha progettato la scalata per sottolineare l'effetto del riscaldamento globale sui ghiacciai e denunciare la spazzatura lasciata sulle cime da altre spedizioni.

Il governo nepalese ha recentemente annunciato il dispiegamento di due dozzine di soldati e poliziotti al Campo 2 del Monte Everest, ad un'altezza di 6500 metri sopra il livello del mare. Kathmandu ha anche proibito il raggiungimento della vetta dell'Everest prima del 10 maggio, per impedire ogni manifestazione filo tibetana in occasione del passaggio della fiaccola nel paese dell'Himalaya.

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PECHINO 2008/ UE ALLA CINA: ATTENZIONE A BOICOTTAGGIO FRANCIA

Pechino, 23 apr. (AP) - L'Unione Europea ammonisca Pechino: attenzione agli appelli al boicottaggio anti-francese per gli effetti che potrebbero avere sulle vostre esportazioni. Il presidente della Camera di Commercio della Ue in Cina, Joerg Wuttke, ha affermato che ogni tipo di boicottaggio di larga scala avrebbe danneggiato i lavoratori e le compagnie cinesi oltre a provocare una reazione simile in Europa contro i prodotti cinesi.

In particolare, Wuttke si riferisce alle proteste contro la Francia, esplose dopo i disordini avvenuti durante la staffetta a Parigi, e agli appelli al boicottaggio lanciati durante le manifestazioni davanti ai magazzini francesi Carrefour in Cina.

Ieri la portavoce del ministero degli Esteri, Jiang Yu, ha detto che le dimostrazioni davanti ai Carrefour erano "incoraggianti e toccanti", ma aveva fatto anche sapere che i vertici cinesi "non condividevano le azioni radicali".

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PECHINO 2008/ RAFFARIN: SARKOZY SEGUIRA' LA UE SU BOICOTTAGGIO

Parigi, 23 apr. (AP) - L'ex primo ministro francese, Jean-Pierre Raffarin, ha affermato che il presidente Nicolas Sarkozy consulterà i partner dell'Unione Europea sulla possibilità o meno di boicottare la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici che si terrà a Pechino l'8 agosto. Raffarin parte oggi per la capitale cinese dove domani sera incontrerà il presidente Hu Jintao e cercherà di placare le tensioni anti-francesi esplose dopo la turbolenta staffetta della fiamma olimpica a Parigi, il 7 aprile.

In un'intervista al quotidiano Le Parisien-Aujourd'hui en France, il vice-presidente dell'Ump, partito di Sarkozy, spiega che il presidente francese "vuole prendere la sua decisione in coerenza con la sua funzione di presidente dell'Unione Europea" (la Francia assumerà la presidenza semestrale dal primo luglio dunque proprio durante le Olimpiadi). "Aspetterà la concertazione europea", ha detto Raffarin. Sarkozy è stato il primo leader europeo a prendere una posizione netta e dura nei confronti di Pechino: in un primo tempo aveva infatti detto che avrebbe boicottato la cerimonia di apertura dei Giochi se la politica cinese verso il Tibet non fosse cambiata.

Ma dopo le proteste anti-Francia tenutesi in Cina davanti ai magazzini della catena francese Carrefour e il gelo crescente a livello diplomatico, Sarkozy sembra aver ammorbidito la sua posizione verso Pechino. Un primo segno di apertura, molto apprezzato dai dirigenti cinesi, è stata una lettera di scuse del presidente francese all'atleta disabile Jin Jing, a cui un attivista tibetano aveva cercato di strappare la fiaccola olimpica durante la staffetta a Parigi.

Raffarin sarà accompagnato in Cina dal presidente del Senato Christian Poncelet. "Il messaggio è chiaro: la politica della Francia verso la Cina non cambia. E' fondata sui grandi principi enunciati nel 1964 dal generale de Gaulle", ha detto Raffarin che porterà in dono una biografia del generale che riconobbe la Cina comunista al presidente cinese. Raffarin ha anche giudicato "inopportuna" la decisione di conferire la cittadinanza di Parigi al Dalai Lama, cosa duramente criticata da Pechino. Una decisione, aveva segnalato ieri il ministero degli Esteri francese, che impegna solo il Comune della capitale. Dove alla guida c'è un socialista: il neo rieletto Bertrand Delanoe.

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PECHINO 2008: LA FIACCOLA FA TAPPA IN AUSTRALIA

La fiaccola olimpica è arrivata a Canberra, capitale dell'Australia. E' stato previsto un percorso di 16 chilometri tra le strade cittadine, con un imponente servizio di sicurezza, visto che è annunciata la presenza di diverse manifestazioni pro Tibet. In ogni caso finalmente la fiaccola verrà portata in giro, dopo che nelle precedenti tappe (Oman, India, Thailandia, Bangladesh, Pakistan) la fiaccola aveva fatto solo il giro di uno stadio o poco più, per evitare scontri con gli attivisti pro Tibet.

Piccola discussione diplomatica tra Australia e Cina, a proposito del gruppo di uomini delle forze speciali cinesi che sorvegliano la fiaccola. La Cina ha affermato che quegli uomini hanno l'ordine di difendere la fiaccola col loro corpo lungo tutto il tragitto fino a Pechino; il governo australiano ha fatto sapere che le misure di sicurezza prese per garantire il passaggio della fiaccola saranno realizzate e assicurate solo da personale australiano.

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Pechino 2008: Everest, fermato scalatore con striscione pro Tibet

KATMANDU (Nepal) - Le autorità nepalesi hanno bloccato uno scalatore che stava per compiere un'arrampicata sull'Everest con uno striscione che recava la scritta 'Tibet liberò. Non è stata resa nota l'identità dello scalatore, che dovrebbe però essere un occidentale. L'uomo è stato sorpreso con lo striscione nella borsa al campo base dell'Everest. Tra una settimana è previsto il passaggio della torcia olimpica sulla vetta più alta del mondo. (Agr)

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PECHINO 2008: TORCIA IN AUSTRALIA, DOMANI SFILA A CANBERRA

Sydney, 23 apr. - (Adnkronos/Dpa) - La torcia olimpica di Pechino 2008 e' sbarcata in Australia ed e' stata accolta nella base della Royal Air Force di Canberra dai leader. La fiaccola sfilera' domani per le strade della capitale e percorrera' circa 16 km. Il percorso verra' sorvegliato da un imponente apparato di sicurezza. Per allestire l'evento, la citta' ha investito circa 2 milioni di dollari australiani. A Canberra e' annunciata la presenza di numerosi attivisti pro-Tibet. ''La sicurezza della torcia verra' garantita esclusivamente da agenti di sicurezza australiani'', ha detto il premier Kevin Rudd. ''I membri del Comitato olimpico di Pechino 2008 -ha aggiunto- saranno solo presenti fisicamente alla cerimonia dell'accensione della torcia''. L'ambasciatore cinese in Australia, Zhang Junsai, all'emittente televisiva Channel Nine ha pero' dichiarato che il ruolo dei funzionari cinesi ''e' garantire che la torcia non deragli. Se la fiaccola viene attaccata, credo che useranno il loro corpo''.

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Pechino 2008: vendita biglietti prosegue a gonfie vele

PECHINO - Nonostante le contestazioni pro Tibet che hanno segnato il percorso della fiaccola olimpica in giro per il mondo, la vendita dei biglietti all'estero per i Giochi di Pechino non ha subito flessioni. Anzi, secondo Zhu Yan, responsabile dei biglietti del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi, la richiesta di tagliandi è sempre alta. "In generale, la situazione è che la reazione alla messa in vendita dei biglietti è stata entusiastica, il nostro principale problema è che riceviamo sempre nuove richieste", ha dichiarato Zhu durante una conferenza stampa a Pechino. Zhu ha aggiunto che la vendita dei biglietti procede in tutto il mondo "secondo le normali pratiche del Comitato Olimpico Internazionale". (Agr)

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Olimpiadi, torcia arriva in Australia tra le proteste


CANBERRA (Reuters) - Poco prima dell'arrivo scortatissimo della torcia olimpica in Australia, alcuni manifestanti pro-Tibet hanno proiettato oggi con dei raggi laser su un ponte di Sydney la scritta "Cina, parla con il Dalai Lama".

Un gruppo di tibetani che stavano facendo lo sciopero della fame ha continuato la sua marcia di 70 chilometri verso Canberra per protestare contro l'arrivo in una base dell'aviazione militare della fiaccola, accolta da misure di sicurezza pari a quelle solitamente riservate per l'arrivo di capi di stato.

Migliaia di manifestanti pro-Tibet hanno dichiarato di voler protestare pacificamente domani durante la tappa australiana della torcia.

Le autorità di Canberra si aspettano la discesa in strada anche di studenti cinesi intenzionati a difendere l'orgoglio della madre patria. I media riferiscono che l'ambasciata cinese ha affittato 20 autobus per trasportare nella capitale, lungo il percorso del simbolo olimpico, centinaia di studenti da Sydney e da Melbourne.

"Siamo in un paese democratico. Se la gente vuole manifestare, sono affari loro, ammesso che lo facciano pacificamente", ha detto a Reuters il portavoce del Comitato olimpico Kevin Gosper.

Centinaia di poliziotti sono stati chiamati per scortare la fiaccola, che sarà portata attraverso un percorso blindato per le strade della capitale, nel tentativo di evitare incidenti simili a quelli che hanno caratterizzato il passaggio europeo della torcia.

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Carraro `Olimpiadi appartengono al mondo`

(AGM-DS) - 23/04/2008 0.13.12 - (AGM-DS) - Milano, 23 aprile - Franco Carraro, in qualita` di dirigente sportivo e rappresentante del CIO, ascolta le ragioni di un atleta tibetana. Un confronto avvenuto all`interno di “Chiambretti Speciale”, prologo giornalistico alla trasmissione `Markette`, su La7. In studio, insieme a Chiambretti e Carraro, anche Lazhom, atleta della nazionale tibetana. Al centro dell`attenzione la tensione provocata dalle posizioni della Cina, Paese ospitante delle Olimpiadi, nei confronti del Tibet.

`Le Olimpiadi devono obbligare tutti a richiamare l`attenzione del mondo sulla vicenda tibetana dice Carraro, che alla domanda se le Olimpiadi appartengano alla Cina o al mondo, risponde: `I Giochi devono appartenere al mondo e ci sono anche vicende importanti legate alle Olimpiadi, come il fatto che durante i Giochi le due Coree si presentino sotto la stessa bandiera`

A Carraro si rivolge Lazhom, atleta tibetana, che fa una richiesta: `Le chiedo di supportare la candidatura della squadra tibetana a Londra 2012. Se la Palestina ha potuto farlo, anche noi possiamo esserci`

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Le pillole di saggezza buddista del monaco Gomo Tulku

Il giovane ventenne ha parlato in maniera chiara ed esaustiva della sua vita monacale e del Buddismo. Tulku studia infatti nel monastero universitario di Sera Jhe, dove è tenuto a memorizzare le scritture per poter poi dibattere con gli altri, numerosissimi, monaci. Il dibattito consiste nella scelta, da parte di un monaco di un argomento, ma non della risposta. I partecipanti devono assumere una posizione e argomentarla fino alla proclamazione del vincitore del dibattito. “Oltre alla memoria e alla comprensione delle scritture - ha spiegato il giovane - è necessario essere intelligenti e brillanti, come un avvocato”.

Il monaco ha quindi risposto a domande sulla sua spiritualità, descrivendola come "una vita normale", non alienante, che entra a far parte della quotidianità. “È come per voi vivere all’interno del campus", ha detto. Vivere con spiritualità, inoltre, aiuta a gestire il dolore e la sofferenza, punto fondamentale della religione buddista.

Ha spiegato che il suo sogno è di esportare il Dharma, l’insegnamento del Buddha che colloca l’origine del dolore e della sofferenza nel desiderio. Il monaco ha anche chiarito che non è necessario abbandonare la propria religione per praticare i precetti del Buddhismo: “Restate cattolici, restate chi siete, ma studiate il Dharma”.

Una volta abbandonato l’attaccamento (“the attachment”), infatti, la vita del soggetto si libera dal materialismo e, quindi, dal dolore.

Questo concetto ha suscitato molto stupore tra il pubblico, tant'é che qualcuno ha posto la domanda: “Allora non bisogna amare?”.

"Sì - ha risposto il monaco - bisogna amare, ma coscienti del fatto che la felicità non dipende da qualcosa di esterno, ma soltanto da ciò che è in ognuno di noi".

L’Illuminazione (“enlightment”) deriva infatti proprio dalla comprensione di questo passaggio: abbandonare l’attaccamento non significa essere emozionalmente morti, ma creare relazioni interpersonali sane. Per chiarire gli ultimi dubbi, Tulku ha portato quindi come esempio l’amore di una madre: “Non importa cosa ti succeda, continuerò a prendermi cura di te”, ha spiegato.

Raffaello Longo, già presidente dell’UBI – Unione Buddhista Italiana, ha illustrato brevemente di cosa si parla quando si fa riferimento al Buddhismo. "È una religione che non si colloca tra quelle che ritengono l’anima un elemento fisso - ha detto -: l’anima è mutevole e la base per la conoscenza e per l’Illuminazione. Non presuppone, infatti, l’esistenza di un dio creatore da adorare, ma si occupa dell’essere e della ricerca interiore della verità".

Thich Nhat Hanh, monaco buddista zen, scrittore, poeta, maestro di riconciliazione, è giunto a Napoli  il  28 e 29 marzo 2008. Il suo è stato un invito ad incontrarsi per riscoprire i fondamenti di una cultura di pace e per mettere in pratica nella vita quotidiana saggezze millenarie che hanno valore universale e che sono patrimonio di tutti gli esseri viventi.

Egli ha sempre vissuto la sua pratica spirituale come profondo impegno sociale e politico per la pace. Nato in Vietnam nel 1926, dal 1966 vive in esilio in Francia. Nel 1967 Martin Luther King, dopo averlo incontrato, propose che gli venisse attribuito il premio Nobel per la pace.

Il suo motto è "Se vuoi la pace, la pace viene subito da te";  "Non c'è via per la pace: La Pace è la Via".

Nell'ambito della rassegna, tenutasi a Napoli, "L'Arte della Felicità" varie associazioni, tra cui "Progetto Pace Napoli", hanno invitato Thich Nhat Hanh perché la sua vita dimostra come sia possibile conciliare l'impegno sociale e politico con la pratica meditativa, con una profonda pace interiore, con un'autentica gentilezza amorevole verso tutti gli esseri.

La presenza di Thay ( chiamato così affettuosamente) ha toccato il cuore dei tanti che hanno affollato le sue conferenze, proiezioni, meditazioni, presi dall'incredibile capacità di indicare concretamente la via verso la pace in noi e intorno a noi.

Egli ha, tra l'altro, così detto: "La società ha bisogno di esseri consapevoli, risvegliati. Gli insegnamenti del Buddha sono soltanto strumenti utili per praticare la presenza mentale nella vita di tutti i giorni, per riscoprire e consolidare le proprie radici culturali e spirituali, per coltivare una mente di pace ... Durante la guerra in Vietnam noi giovani buddisti non ci siamo schierati con nessuno, volevamo la riconciliazione non la vittoria ... Siamo tutti collegati, tu non sei altro da me, se ti colpisco, colpisco me stesso, quando bombardo il tuo paese, bombardo me stesso ... Scopo della meditazione è diventare completamente vivi per toccare in profondità ogni attimo della vita ... E' una qualità dell'essere che possiamo coltivare. Essere stabili, calmi, capaci di guardare in profondità. Imparare l'arte di riconoscere la preziosità della vita, di comunicare, di condividere con benevolenza ... Non è una fuga dalla società, al contrario è una preparazione al rientro nella società ...".

Thay è uno dei massimi esponenti del "buddismo impegnato" che ha la sua sede centrale in Francia ed è un esempio vivente della possibilità di trasformare l'odio, l'ingiustizia, la discriminazione, la rabbia perché un futuro sia possibile per tutti, per le generazioni future, per il pianeta.

Gli incontri più seguiti a Napoli sono stati  diversi: al Multicinema Modernissimo il "Dialogo con gli studenti", alla Villa Pignatelli la meditazione guidata "Toccare la terra", al Teatro Augusteo l' "Incontro con la Città" ed a seguire "Passi di Pace", meditazione camminata da piazza del Plebiscito alla Villa Comunale. Quest'ultima meditazione, detta "Passeggiata Zen", ha visto la partecipazione di circa mille persone che, in fila indiana ed in silenzio e senza interferire con il traffico, hanno sfilato per le strade di Napoli sabato mattina 29 marzo 2008, dimostrando così che è possibile nella vita quotidiana essere presenti a se stessi, essere in pace e che facendo ogni passo con gioia si può essere più sereni, ci si può rendere conto della propria presenza, di quella dei nostri cari, degli amici e di tutte le meraviglie da cui siamo circondati.

In un ritiro, offerto nei giorni a cavallo di Pasqua, il maestro ha trasmesso i "Cinque Addestramenti alla Consapevolezza", che sono alla base della pratica della presenza mentale; essi hanno lo scopo di nutrire la stabilità interiore e di rinnovare lo stato di gioia, proprio della natura profonda dell'essere umano. Sono state svolte pratiche di: meditazione seduta, rilassamento profondo, meditazioni guidate, meditazione camminata all'esterno, gruppi di condivisione.

Di tutti questi eventi così pacifici e nutrienti nulla è stato detto dai telegiornali nazionali e regionali, ma ciò non ha impedito a neonate associazioni locali come "L'arte della felicità" e "Progetto Pace Napoli" di continuare il proprio impegno per la diffusione delle pratiche di meditazione e di effettuare interventi attivi pro Tibet.

Per sostenere la lotta dei monaci buddisti tibetani sono state attuate diverse iniziative:

  • - appello per il Tibet, una raccolta firme e una distribuzione di bandiere tibetane presso i cinema Ambasciatori e Modernissimo (www.modrenissimo.it e www.artedellafelicita.it);
  • - catena di digiuno di solidarietà per il Tibet, con la costituzione di una catena di digiunatori per mantenere viva l'attenzione sulla sistematica violazione dei diritti umani e sul genocidio culturale che la Cina sta perpetuando in Tibet ( dal 23 marzo al 23 aprile 2008 staffetta di digiunatori info@artedellafelicita.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ).

Inoltre giovedì 3 aprile 2008 si è svolta all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli anche la conferenza La felicità come tecnica per una vita più compassionevole, tenuta dal monaco buddista Matthieu Ricard, che -allievo del Dalai Lama- è membro del Mind and Life Institute e partecipante alla ricerca sull'allenamento della mente e della plasticità del cervello.

Gli scienziati dell'Università del Wisconsin (USA), che lo hanno ripetutamente analizzato con varie e sofisticate apparecchiature, hanno constatato la costante sincronizzazione delle sue onde cerebrali, per cui è stato definito l'essere umano più felice del mondo. Come tutti i praticanti buddisti è ovviamente un meditatore: consapevolezza e compassione sono i suoi punti di riferimento ( come del resto dell'approccio buddista nei suoi pur diversi lignaggi).

La volontà e la partecipazione accorata di tanta gente colpisce profondamente, dà il senso che una rivoluzione sottile, sotterranea, personale, laica sia in atto tra gente ordinaria: uomini e donne, padri e madri, figli e figlie immersi in una dimensione del vivere privato e sociale che può vedere nella "bontà fondamentale" un lievito per una coscienza ed una consapevolezza che sole possono far fronte a tutte le urgenze di oggi.

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