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Sabato 10/05/08 - Notizie su Olimpiadi, Tibet, Cina

10 mag 2008

Finisce la visita di Hu in Giappone, senza clamori né grandi contestazioni


Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Finisce oggi il viaggio in Giappone del presidente Hu Jintao. Ieri sera Hu ha incontrato l’imperatore Akihito: entrambi hanno ribadito la reciproca volontà per rapporti sempre più stretti e proficui tra i due Stati. A Yokohama ha visitato una fabbrica per il riciclaggio di materiali. Ha più volte lodato la tecnologia nipponica per la conservazione dell’energia e il riciclaggio e ripetuto la volontà di “introdurre l’avanzata tecnologia giapponese per la tutela dell’ambiente in Cina”. Poi è andato a Osaka: zona che – ha ricordato Hu - ha sempre avuto grandi rapporti con la Cina, sino alla fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949. Ha incontrato varie autorità locali.

Dopo la “storica dichiarazione” di buona volontà siglata con il premier Yasuo Fukuda il 7 maggio non sono seguiti gli importanti accordi commerciali ed economici che in genere accompagnano i viaggi esteri dei leader cinesi. Al punto che Hu si è dedicato persino a questioni davvero secondarie: ieri, parlando a un gruppo di parlamentari, Hu ha lodato la possibilità di istituire voli charter tra Tokyo e Pechino per le Olimpiadi.

Esperti osservano che i due Paesi hanno necessità di evidenziare alle rispettive popolazioni l’importanza di rapporti amichevoli, dopo che per decenni, e anche di recente, i rapporti si sono fondati soprattutto sul ricordo di ingiustizie passate. Ora la Cina ha bisogno della tecnologia e degli investimenti giapponesi, per proseguire il suo sviluppo tutelando l’ambiente. Mentre il Giappone vede nella Cina un mercato immenso, che potrebbe accogliere i suoi prodotti ora meno richiesti negli Usa.

Il Giappone vuole assumere un ruolo leader nella lotta contro l’inquinamento mondiale, anche per giustificare le sue ambizioni a un seggio nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Mentre Pechino vuole sopire le polemiche per i diritti umani, il Tibet, il Darfur, con l’approssimarsi delle Olimpiadi.

Non per nulla proprio ieri la camera bassa del parlamento giapponese ha approvato una legge per un uso “militare non aggressivo” dello spazio, ad esempio per lanciare satelliti-spia, finora non praticato dal Paese.

Inoltre la visita, programmata da tempo, è arrivata in un momento difficile per entrambi i leader, ben contenti di incassare comunque un successo di immagine: è il primo viaggio all’estero di Hu dopo la repressione nel Tibet e la contestazione nel mondo contro la torcia olimpica, mentre Fukuda è al minimo della popolarità interna. (PB)

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Pechino 2008; Australia: atti di protesta sul podio probabili

Sydney (Australia), 10 mag. (Ap) - E' probabile che ai Giochi di Pechino 2008 alcuni atleti si rendano protagonisti sul podio di clamorosi atti di protesta. A sostenerlo è il direttore del Comitato olimpico australiano, John Coates. Secondo il responsabile, "esiste una vera possibilità" di gesti come quelli di Tommie Smith e John Carlos: i due corridori afro-americani che ai Giochi di Città del Messico del 1968 alzarono il pugno chiuso in segno di adesione al movimento del "black power", il "potere nero".

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MANDALA DI PACE (www.liberoreporter.it)


I colloqui tra Cina e Tibet - con gli inviati del Dalai Lama - sono ancora allo stato iniziale e le difficoltà non mancano. La Cina si è mostrata disponibile (a parole) nel cercare un soluzione che soddisfi entrambe le parti per risolvere i problemi legati al Tibet. Le differenze emerse nel confronto con i rappresentanti del governo tibetano in esilio, portano a pensare che la richiesta di dialogo cinese, sia più legata a cercar di «fare bella figura» agli occhi degli occidentali, per arrivare alle olimpiadi 2008 senza tanti sforzi e poi ricominciare con la mano dura di sempre, più che una reale voglia di affrontare ad armi pari la questione tibetana. I rappresentanti tibetani, dal canto loro hanno fatto richieste precise ai cinesi: porre fine alla repressione che stanno attuando in questi giorni in Tibet, garantendo le cure per le persone ferite, lasciar passare giornalisti e turisti e non ultimo, rilasciare i prigionieri. Vedremo come evolverà la situazione. Con lo spirito incentrato a favore della pace nel Tibet, da domani inizieranno i lavori per la costruzione del Mandala Yamantaka più grande mai realizzato in Europa (4 metri x 4) nel museo di Arti Orientali di Kino e Gianmaria Obrietan in via Einaudi a Brendola (prov. di Vicenza).
La nostra redazione ha appoggiato e collaborato a tale realizzazione, convinta che la pace tra il popolo tibetano e il governo cinese, che da parecchi lustri usa la mano pesante in Tibet, sia quanto mai necessaria e da realizzare quanto prima, anche perché la preoccupazione che la situazione posso peggiorare dopo la fine delle olimpiadi 2008 di Pechino, sono più che fondate. In questo momento di massima esposizione mediatica, proprio per l’imminente olimpiade, la Cina sta certamente frenando, nonostante non disdegni mai di usare la mano pesante, la repressione verso i monaci buddisti. Ma terminato il clamore e smaltita la sbornia da giochi olimpici, certamente ricomincerà la dura repressione, lontana dal fragore mediatico che calerà inevitabilmente conclusi i giochi. Questo è il motivo che ha spinto Obrietan, Liberoreporter e alcuni monaci tibetani ad usare una forma pacifica, per manifestare la volontà che il dialogo possa essere il valore dominante per arrivare a una tanto auspicata pace nel Tibet. Di fatti la costruzione del Grande Mandala Yamantaka è ispirato a questo principio: una pace universale che attraversi il pianeta e che con le sue polveri di sabbia colorata, colori e diffonda, nel rito della dispersione, questo vento auspicabile di pace. Alle ore 12 di domani ci sarà la conferenza stampa e subito dopo, i monaci buddisti, inizieranno la costruzione, che comporterà un lavoro di tre mesi. A ridosso della cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici (Beijing 2008) ed esattamente il 26 luglio prossimo si terrà la cerimonia conclusiva della dispersione delle polveri del Mandala. Il lavoro dei monaci buddisti sarà costantemente documentato nel nostro portale e si potrà seguire l’avanzamento dei lavori, con news, fotografie, video e i nostri lettori potranno postare i propri commenti. Ci sarà anche la possibilità di vedere le varie fasi di costruzione in diretta tramite una webcam posta in perpendicolare, proprio sopra la tavola di 4 metri per 4, che ben presto cederà il posto al disegno colorato della sabbia della pace. La visione diretta della webcam, sarà limitata per ciascun visitatore al tempo di un minuto, per evitare l’affollamento della rete. Ecco l’indirizzo per poter visionare questo reportage virtuale, costruito giorno per giorno http://www.liberoreporter.it/peace_for_tibet.htm ...
E che la pace nel Tibet non sia solo un auspicio, ma una vera realtà.
Gaetano Baldi


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