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Giovedi 08/05/08 - Notizie su Olimpiadi, Tibet, Cina

08 mag 2008

PECHINO 2008, MARADONA: NON SEGUO OLIMPIADI NEANCHE IN TV

In Italia per la Partita del Cuore, Diego Maradona entra nella polemica sul boicottaggio dei Giochi Olimpici di Pechino. "I cinesi non sono giusti, io non credo che seguirò le Olimpiadi" dice Diego, che al passaggio della fiaccola olimpica in Argentina ha declinato l'invito a fare da tedoforo. "Non seguirò le Olimpiadi neppure in tv - aggiunge maradona -. Per me il Tibet è una questione pesante, non ci sono rapporti". (08/05/2008) Spr

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GERMANIA/ DALAI LAMA NON INCONTRERA' MINISTRO ESTERI STEINMEIER

Berlino, 8 mag. (Apcom) - Nel corso della sua visita in Germania, in programma la prossima settimana, il Dalai Lama non incontrerà il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier.

Il leader spirituale tibetano ha chiesto di essere ricevuto da Steinmeier, il quale ha però rifiutato, ha detto oggi a Berlino il rappresentante del Dalai Lama in Europa, Tseten Samdup Chhoekyapa. Si tratta, ha aggiunto, di una decisione "infelice" e di un falso segnale, a causa della situazione in Tibet.

Il Dalai Lama sarà in Germania dal 16 al 19 maggio. Dopo Bochum, Moenchengladbach, Norimberga e Bamberga, arriverà il 19 a Berlino, su invito della Commissione per i diritti umani del Bundestag (la camera bassa del parlamento). Tra gli altri, il leader spirituale incontrerà il presidente del Bundestag, Norbert Lammert, il governatore dell'Assia, Roland Koch e la leader dei Verdi tedeschi, Claudia Roth.

Probabilmente Steinmeier vuole evitare che si ripeta quanto successo nei mesi scorsi. Dopo l'incontro tra il cancelliere Angela Merkel e il Dalai Lama, svoltosi lo scorso settembre a Berlino, Pechino decise di cancellare diversi incontri bilaterali.

Stavolta Merkel non vedrà il leader tibetano: nei giorni della sua visita, la cancelliera sarà infatti in viaggio in America Latina. Frau Merkel ha però già sottolineato di voler incontrare ancora il leader spirituale.

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PECHINO 2008/ ATTIVISTA: CINA CONCEDA GRAZIA A DETENUTI POLITICI

Pechino, 8 mag. (AP) - Un attivista americano per i diritti umani ha lanciato un appello alle autorità cinesi affinché venga concessa la grazia ai prigionieri politici di lungo corso. Un gesto che, secondo John Kamm, contribuirebbe ad allontanare la diffidenza crescente della comunità internazionale verso la Cina e i Giochi di Pechino 2008, come hanno dimostrato le proteste esplose in tutto il mondo dopo gli scontri a Lhasa a metà marzo.

La grazia, richiesto con una lettera da Kamm a un leader cinese, potrebbe forse portare al rilascio di diverse, forse molte centinaia, di persone imprigionate per atti politici, come le proteste di piazza Tiananmen nel 1989 o le dimostrazioni avvenute a Lhasa, capitale del Tibet, alla fine degli anni Ottanta.

"La Cina ha un'opportunità storica per diventare il primo paese ospite delle Olimpiadi" a compiere un simile gesto, e con questo lasciare un'importante eredità agli ospiti futuri", ha scritto Kamm il 24 aprile. Parti della lettera oggi sono state pubblicate sul sito della sua organizzazione, la fondazione Dui Hua (www.duihua.org), che ha base a San Francisco.

Anni fa John Kamm era un uomo d'affari di successo a Hong Kong, ma dall'inizio degli anno Novanta ha deciso di battersi per la difesa dei diritti umani in Cina. Da allora è diventato un efficace organizzatore di campagne e ha lavorato con diverse agenzie per ottenere il rilascio di detenuti politici.

Con questa lettera Kamm spera di fare leva sulle aspettative che Pechino ha nei confront dei Giochi, il cui successo rischia di essere compromesso dalle proteste pro-Tibet e dalla forte pressione internazionale sulla questione dei diritti umani nel paese.

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TIBET/ ARRESTATI OLTRE 200 MANIFESTANTI TIBETANI A KATMANDU

Katmandu, 8 mag. (AP) - La polizia nepalese ha arrestato oltre 200 manifestanti tibetani che, secondo quanto riferiscono i poliziotti, stavano tentando di assalire l'ufficio visti dell'ambasciata cinese a Katmandu.

La protesta di oggi è l'ultima di una serie di dimostrazioni dei tibetani in esilio in Nepal e una delle più grandi organizzate davanti a questo ufficio nel cuore della capitale nepalese.

Circa 300 manifestanti hanno cercato di superare il blocco della polizia per arrivare all'edificio fortificato. Alcuni hanno tentato di abbattere i cancelli e altri hanno lanciato cartelli verso l'ufficio prima che intervenissero i poliziotti. Il Nepal ha sempre sostenuto che non avrebbe tollerato proteste che avrebbero potuto rovinare i rapporti con la Cina.

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Tibet: Cina disponibile al dialogo, appello a Sarkozy

Nuova Delhi, 8 mag. - La Cina si è mostrata disponibile a cercare un terreno comune per risolvere i problemi legati al Tibet. A dichiararlo un inviato del Dalai Lama, riferendo dei colloqui avuti con rappresentanti di Pechino.

Intanto da Parigi, il primo ministro lussemburghese ha rivolto oggi un appello al presidente Nicolas Sarkozy. L’appello del ministro, che sta tra i favoriti per la futura carica di primo presidente del Consiglio Europeo, è quello di non boicottare la cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici a Pechino.

"Quando le Olimpiadi inizieranno, Sarkozy sarà presidente di turno dell'Unione Europea", ha dichiarato Juncker.

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Tibet: presto incontri formali fra tibetani e Pechino

(ANSA) - NEW DELHI, 8 MAG - Saranno formali i prossimi incontri tra il governo tibetano in esilio e il governo cinese. Lo scrivono in un comunicato i due inviati del Dalai Lama che hanno incontrato a Shenzen esponenti del goveno di Pechino in colloqui informali,sulla situazione in Tibet dopo i fatti di Lhasa del marzo scorso.'Nonostante divergenze sostanziali - scrivono Lodi Gyari e Kelsang Gyaltsen - le parti hanno dimostrato volonta' di trovare un approccio comune'.

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Olimpiadi, Cina non garantirà totale libertà di accessi al web

 PECHINO (Reuters) - La Cina non garantirà il ritiro della censura sui siti Internet in occasione dei Giochi di Pechino, come non può assicurare che la contraffazione dei prodotti portanti il marchio delle Olimpiadi verrà fermata, hanno detto oggi alcuni funzionari.

Wang Wei, vice presidente dell'unità organizzativa dei Giochi di Pechino, ha promesso "completa libertà" ai media che seguiranno l'evento, ma le associazioni per i diritti hanno criticato lo scarso impegno della Cina per soddisfare tale promessa.

L'uso di Internet ha visto negli ultimi tempi un vero e proprio boom nella nazione più popolosa al mondo, ma il governo cinese continua a mantenere uno stretto controllo sul web, impedendo l'accesso a siti che considera ostili al partito, come quelli del gruppo spirituale messo fuori legge dei Falung Gong o delle associazioni per l'indipendenza del Tibet.

"La Cina è sempre stata molto prudente su ciò che riguarda Internet", ha detto il ministro per la Tecnologia Wan Gang durante una conferenza stampa che ha immediatamente seguito l'arrivo della torcia sulla cima del Monte Everest. "Non ho informazioni precise su quali siti verranno chiusi o criptati. Ma per proteggere i più giovani ci sono dei controlli su alcuni siti web poco salutari". "Garantiremo per quanto possibile" che i siti sulle Olimpiadi non vengano bloccati, ha aggiunto.

Come parte del progetto cinese volto ad avere Olimpiadi 'high tech', saranno ampiamente disponibili servizi wireless per Internet che, secondo la guida distribuita durante la stessa conferenza stampa, assicurerà "la prontezza dell'informazione".

Gli Stati Uniti avevano ribadito la scorsa settimana la loro preoccupazione circa il controllo di Pechino sul web, mentre restano ancora dei dissapori tra i due stati per le violazioni sui diritti di proprietà intellettuale in Cina. A questo riguardo, Pechino ha detto che nonostante l'impegno messo in atto per contrastare la fabbricazione e la vendita di gadget con il marchio olimpico contraffatto, sconfiggere del tutto questo mercato sarà molto difficile.

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LA FIAMMA OLIMPICA SULLA VETTA DELL'EVEREST

Dopo oltre una settimana di preparativi, alcuni tentativi andati a vuoto e un'ascesa finale dal campo-base piu' avanzato a 7.790 metri protrattasi per sei ore, la torcia olimpica e' infine arrivata in vetta all'Everest, con i suoi 8.848 metri di altitudine la cima piu' elevata del mondo, punto culminante del tour mondiale della fiamma che simboleggia la XXIX Olimpiade dell'Era Moderna, e il cui cammino e' stato irto di contestazioni contro la Cina, proteste a favore del Tibet, disordini e scontri. Erano le 9,16 ora locale, l'1,16 del mattino in Italia, quando la sommita' dell'immensa montagna e' stata raggiunta dall'ultimo membro della spedizione, la tibetana Ciren Wangmu, che aveva ricevuto la fiaccola dallo studente pechinese Huang Chungui: la ragazza, scelta astutamente dagli organizzatori dei Giochi 2008, ha percorso gli ultimi metri senza l'ausilio della maschera a ossigeno, quindi si e' rizzata in piedi sulla vetta levando alta la torcia. A quel punto si sono scatenati i festeggiamenti, a coronamento di un'impresa che per il regime di Pechino rappresenta una rivincita, dopo i danni all'immagine subiti a causa delle turbolente manifestazioni con cui la fiamma olimpica era stata accolta in molte tappe del suo tragitto, da Londra a San Francisco, da Sydney a Tokyo, ma soprattutto nella 'caporetto' di Parigi. "Evviva il Tibet!" e "Lunga vita a Pechino!" sono state le grida di giubilo con cui i membri della squadra formata dagli ultimi sei tedofori-scalatori, tutti addobbati in tuta termica di colore rosso e tra i quali erano due le donne, hanno salutato la conquista dell'Everest. "Pechino vi da' il benvenuto!", hanno aggiunto, rivolgendosi alla telecamera fissa che li aveva accompagnati in quota, e ancora "Tashi Delek!": espressione di buon augurio che in lingua tibetana significa "Possa ogni cosa andare bene!". Poi, immancabile, l'alzabandiera: in rapida successione sul tetto del mondo sono stati issati il vessillo rosso della Repubblica Popolare, quello a cinque cerchi e il drappo con sopra il logo dei Giochi Estivi di Pechino 2008; ovviamente, ci si e' ben guardati dal collocare in vetta anche il drappo multicolore del Tibet buddhista e indipendente. Malgrado le violentissime raffiche di vento e una temperatura inferiore ai 30 gradi centgadi, provvidenziale per completare la mini-stafetta conclusiva e' stata la 'finestra' apertasi al'improvviso nella bufera di neve che aveva finora spazzato la vetta dell'Everest, vanificando gli sforzi precedenti durati giorni e giorni, mentre cercavano di aprire la via sulla parete di nord-est del colosso di pietra e ghiaccio i 22 componenti della spedizione: di cui 22 Tibetani e otto Han, l'etnia maggioritaria in Cina, piu' un rappresentante della minoranza Tujia. "Tutti i gruppi etnici della Regione Autonoma Tibetana sono estremamente orgogliosi", ha commentato in tono trionfante Wu Yingjie, vice presidente esecutivo del locale governo filo-cinese. "L'etnia tibetana, in particolare, per questo importante evento ha profuso grandi preghiere". Ad aprire la staffetta decisiva era stata la 39enne cinese Ji Ji, l'altra donna del drappello, vedova: suo marito, Rena, rimase ucciso tre anni fa quando una frana si abbatte' sul suo veicolo, mentre era diretto al campo-base per tentare l'ascesa agli 8.080 metri del Gasherbrum 1, un altro dei giganti dell'Himalaya. (AGI) - Lhasa, 8 maggio -


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